Agenda Settimanale

5 – 12 aprile 2020

In chiciseparera.chiesacattolica.it
oltre a tanti altri articoli, è possibile trovare il sussidio per vivere in famiglia la Settimana Santa e il Triduo Pasquale, a cura dell’UFFICIO LITURGICO NAZIONALE della CEI.


Nel silenzio profondo del nulla erompe la passione misteriosa di Dio che si plasma una sposa, scrigno del suo amore infinito.
Nella cacofonia superba delle prime voci nell’Eden, a Babele … nell’oggi, nasce il rifiuto di vivere per A/amore.
Vive il delirio di una desiderabile, narcisistica, autosufficienza individualista.
Ma Dio resta fedele al suo patto nuziale, entra nel deserto del nostro vissuto, soffre la nostra sete, prova i morsi di un’apparentemente insaziabile fame di verità e bellezza, di beatitudine e pace…
Dio con noi, uno di noi, uno per noi offre tutto di se, per donarci la possibilità di entrare in piena comunione con noi stessi, con gli altri, il creato e Lui. Tutto l’umano sponsale è liberato, la croce abbatte le porte degli inferi e diviene fonte attrattiva di una nuova vita, di una vita in pienezza … se lo vuoi!
Se, umilmente, scegli di vivere l’insondabile mistero della passione redentrice che sola apre alla risurrezione.


Carissimi sacerdoti e carissimi fedeli,
il Decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti in data 20 marzo stabilisce alcune norme per la celebrazione del Triduo della settimana santa in queste dolorose
circostanze create dalla diffusione del coronavirus (Covid-19). Non può che essere recepito anche nella nostra Diocesi.
Tale Decreto stabilisce:
1. La Messa crismale del Giovedì Santo può essere rimandata dal Vescovo diocesano ad altra data.
2. La Messa in Coena Domini può essere concelebrata dai sacerdoti nelle diverse chiese parrocchiali senza la presenza dei fedeli, omesse la lavanda dei piedi e la processione del Santissimo Sacramento
che andrà riposto nel tabernacolo.
3. Il Venerdì Santo può essere celebrata la Passione del Signore senza la presenza dei fedeli.
4. Per la Veglia pasquale valgono le stesse disposizioni.
Viene omessa l’accensione del fuoco e la processione iniziale.
Previsto solo il rinnovo delle promesse battesimali.
5. Le processioni della Settimana Santa possono essere rinviate al 14 e 15 settembre.
In conseguenza di ciò:
1. ogni sacerdote potrà, come stabilito nel Decreto, celebrare i riti della settimana santa nella chiesa parrocchiale, ma senza fedeli. Si invitino i fedeli a partecipare attraverso i vari mezzi di comunicazione sociale.
2. La santa messa crismale viene spostata a data da stabilirsi.
Mi piacerebbe si potesse celebrare per la Pentecoste, ma nelle incertezze attuali è difficile fissare una data precisa e forse fine maggio è troppo presto. Quando sarà possibile fissare una data precisa verrà
comunicato per tempo.
3. La Via crucis del venerdì santo che nelle varie parrocchie viene vissuta con partecipazione lodevole di molti fedeli, venga spostata, come indicato, il 14 o 15 settembre in occasione della festa della santa
croce.
4. Per quanto riguarda la confessione pasquale: nell’impossibilità di poterla celebrare nel sacramento, si raccomanda almeno una confessione spirituale dei peccati davanti al Signore, possibilmente come momento di richiesta di perdono vissuto insieme in famiglia.
Ancora una volta ci è chiesto un sacrificio notevole, che tuttavia facciamo volentieri se giova a proteggere la salute nostra e soprattutto quella dei nostri fedeli.
Non potremo manifestare la gioia della resurrezione facendo festa insieme, certamente faremo festa però con nostro Signore. Esortiamo i fedeli a festeggiare la Pasqua con forme solenni in famiglia.
Si trovino anche modalità di manifestare vicinanza e soli trova nella solitudine e a tutti coloro che stanno lottando in vari modi (malati, personale sanitario, forze dell’ordine, volontari…) a causa del
coronavirus (covid-19).
Il Signore vi benedica, sia la nostra forza e ci accompagni sempre anche nelle difficoltà.

+ Carlo Bresciani
Vescovo


CORONAVIRUS. INDULGENZA PLENARIA E INDICAZIONI PER LA CONFESSIONE
Indulgenza plenaria ai fedeli malati di Coronavirus, agli operatori sanitari, ai familiari e a tutti coloro che, anche con la preghiera, si prendono cura di essi. Lo stabilisce un Decreto della Penitenzieria
apostolica firmato dal cardinale penitenziere maggiore Mauro Piacenza e dal reggente, monsignor Krzysztof Nykiel.
In un momento in cui l’intera umanità è “minacciata da un morbo invisibile e insidioso che ormai da tempo è entrato prepotentemente a far parte della vita di tutti”, la Chiesa concede l’Indulgenza plenaria ai “fedeli affetti da Coronavirus, sottoposti a regime di quarantena per disposizione
dell’autorità sanitaria negli ospedali o nelle proprie abitazioni se, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato, si uniranno spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione alla celebrazione della Santa Messa, alla recita del Santo Rosario, alla pia pratica della Via Crucis o ad altre forme di devozione, o se almeno reciteranno il Credo, il Padre Nostro e una pia invocazione alla Beata Vergine Maria, offrendo questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, con la volontà di adempiere le solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile”.
“Alle stesse condizioni” la possono ottenere “gli operatori sanitari, i familiari e quanti, sull’esempio del Buon Samaritano, esponendosi al rischio di contagio, assistono i malati di Coronavirus”. Anche i fedeli che “offrano la visita al Santissimo Sacramento, o l’adorazione eucaristica, o la lettura delle Sacre Scritture per almeno mezz’ora, o la recita del Santo Rosario, o il pio esercizio della Via Crucis, o la recita della Coroncina della Divina Misericordia, per implorare da Dio Onnipotente la cessazione dell’epidemia, il sollievo per coloro che ne sono afflitti e la salvezza eterna di quanti il Signore ha chiamato a sé” possono lucrare ugualmente l’Indulgenza plenaria. L’indulgenza plenaria può essere ottenuta anche dal fedele che in punto di morte si trovasse nell’impossibilità di ricevere il sacramento
dell’Unzione degli infermi e del Viatico: in questo caso si raccomanda l’uso del crocifisso o della croce.


Con una Nota, la Penitenzieria apostolica fornisce alcuni chiarimenti sulla Confessione, sottolineando che “nella presente emergenza pandemica” spetta “al Vescovo diocesano indicare a sacerdoti e penitenti le prudenti attenzioni da adottare nella celebrazione individuale della riconciliazione sacramentale, quali la celebrazione in luogo areato esterno al confessionale, l’adozione di una distanza conveniente, il ricorso a mascherine protettive, ferma restando l’assoluta attenzione alla salvaguardia del sigillo sacramentale ed alla necessaria discrezione”.
Inoltre per “la gravità delle attuali circostanze” e “soprattutto nei luoghi maggiormente interessati dal contagio pandemico e fino a quando il fenomeno non rientrerà”, è possibile impartire “l’assoluzione collettiva”, cioè a più fedeli insieme, “senza la previa confessione individuale”. In questo caso, “il sacerdote è tenuto a preavvertire, entro i limiti del possibile, il Vescovo diocesano o, se non potesse, ad informarlo quanto prima”. Spetta infatti sempre al Vescovo diocesano stabilire “i casi di grave necessità nei quali sia lecito impartire l’assoluzione collettiva: ad esempio – elenca la Nota – all’ingresso dei reparti ospedalieri, ove si trovino ricoverati i fedeli contagiati in pericolo di morte, adoperando nei limiti del possibile e con le opportune precauzioni i mezzi di amplificazione della voce, perché l’assoluzione sia udita”.
In questa situazione di emergenza, la Penitenzieria apostolica chiede di valutare “la necessità e l’opportunità di costituire, laddove necessario, in accordo con le autorità sanitarie, gruppi di cappellani ospedalieri straordinari, anche su base volontaria e nel rispetto delle norme di tutela dal contagio, per garantire la necessaria assistenza spirituale ai malati e ai morenti”. Laddove invece “i singoli fedeli si trovassero nella dolorosa impossibilità di ricevere l’assoluzione sacramentale”, si ricorda che “la contrizione perfetta, proveniente dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa, espressa da una sincera richiesta di perdono (quella che al momento il penitente è in grado di esprimere) e
accompagnata dal votum confessionis, vale a dire dalla ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono dei peccati, anche mortali”, come indicato dal Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 1452)”.
“Mai come in questo tempo – conclude la Nota – la Chiesa sperimenta la forza della comunione dei santi, innalza al suo Signore Crocifisso e Risorto voti e preghiere, in particolare il Sacrificio della Santa Messa, quotidianamente celebrato, anche senza popolo, dai sacerdoti.

 

ITINERARIO QUARESIMALE
Riprendo, pari pari, il testo di preghiera, che sarebbe stato proposto ai ragazzi prima del catechismo, penso possa aiutare tutti a prepararsi a vivere la Domenica di Passione nel contesto di sofferenza che stiamo sperimentando.
GESU CI SALVA CON IL SUO AMORE
Domenica delle Palme
Vangelo secondo Matteo
Mi confronto con la Parola di Gesù
G. Celebriamo l’ingresso di Gesù in Gerusalemme e meditiamo sulla Passione di Gesù, seguendo il racconto di Matteo.
L1. Con grande gioia acclamiamo Gesù come Signore della nostra vita e della storia, e preghiamo perché tutti lo accolgano in questo modo, ottenendo così la salvezza.
L2. Guardare a Gesù e modellare la nostra vita sulla sua, fino all’oblazione totale. Questo è partecipare veramente alla Passione di Gesù, attualizzandola qui e ora.
L3. Quest’anno seguiamo il racconto della Passione di Gesù, fatto da Matteo. È un testo sublime e insieme semplice. Anche un ragazzo può leggerlo; diciamo meglio, meditarlo, pregarlo, contemplarlo, per viverlo.
Nessuno può sostituirci in questo compito; ma tutti possiamo aiutarci.
L1. Gesù è il nostro Re: dobbiamo fargli spazio nel nostro cuore, nella nostra vita.
L2. Gesù ha sofferto ed è morto per noi: a Lui la nostra adorazione e
riconoscenza.
L3. Gesù ha perdonato i suoi crocifissori: dobbiamo perdonare i nostri nemici.
G. Nella sua Passione e Morte, Gesù è Salvatore da ringraziare ed è esempio sublime da imitare. Ringraziare e imitare: così viviamo con frutto il momento di grazia della settimana Santa che inizia con questa domenica.
Chiedo perdono per i miei peccati
L1. Signore, non ti abbiamo fatto abbastanza spazio nella nostra vita.
Abbi pietà di noi. T. Signore, pietà.
L2. Cristo, affrontiamo le tentazioni da soli, senza ricorrere alla preghiera umile e insistente. Abbi pietà di noi. T. Cristo, pietà.
L3. Signore, il pensiero della tua Passione è poco presente nella nostra vita.
Abbi pietà di noi. T. Signore, pietà.
Invoco l’aiuto per il mio impegno
L1. Gesù, iniziamo la Settimana Santa, memoria della tua Passione, Morte e Risurrezione. Fa’ che viviamo intensamente questo dono.
Noi ti preghiamo. T. Gesù, ascoltaci.
L2. Gesù, nella tua Passione e Morte hai cercato sempre di conoscere e fare la volontà di Dio. Guidaci e sostienici nel nostro impegno di seguire il tuo esempio.
Noi ti preghiamo. T. Gesù, ascoltaci.
L3. Gesù, tu ci hai redenti mediante la tua Passione, Morte e Risurrezione.
La loro memoria viva abiti il nostro cuore e ci renda disponibili al dono di noi stessi, fino al sacrificio della vita.
Noi ti preghiamo. T. Gesù, ascoltaci.


CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
UFFICIO NAZIONALE PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
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oltre a tanti altri articoli, è possibile trovare il seguente utile sussidio
CELEBRARE IN FAMIGLIA IL GIORNO DEL SIGNORE
a cura dell’UFFICIO LITURGICO NAZIONALE della CEI