Il primo parroco

don Cesare Palestini – Ultimo di quattro figli (due femmine e due maschi), Cesare Augusto, è nato nella casa paterna in via dei Pescivendoli 102 (oggi via XX Settembre, 82,84) l’8 agosto 1883, da Gaspare Antonio, falegname, e da Caselli Chiara. Il padre, dopo il matrimonio, aggiunse anche l’attività di rivendita del vino, portata in dote dalla moglie. Prima di Cesare Augusto erano nati Preziosa Maria, Lucrezia e Francesco Giuseppe.
È stato battezzato nella vecchia Chiesa della Madonna della Marina, in piazza del Mercato (oggi Cesare Battisti) il 9 agosto 1883 da don Filippo Bianconi con il nome di Cesare Augusto Palestini nato il giorno 8 agosto 1883 da Gaspare Antonio fu Leandro Palestini e di Chiara fu Valerio Caselli. Madrina Maria Trevisani. Era parroco don Giuseppe Bianconi. E come era nell’usanza del tempo gli fu impartita la Cresima nell’ottobre dell’anno dopo dall’allora Vescovo Diocesano Mons. Giuseppe Ceppetelli. La fanciullezza e l’adolescenza frequentando la vicina chiesa della Madonna della Marina, affidata fin dal 1887 alle cure di don Francesco Sciocchetti, l’asilo delle Suore di Carità (oggi Asilo Merlini) e la scuola elementare che distavano pochi metri dalla sua abitazione. In questi ambienti ebbe modo di stringere amicizia con Giacomino Bruni (Venerabile Padre Giovanni dello Spirito Santo, il cui corpo si trova nell’Abazia di S.Benedetto Martire), giusto un anno più anziano di lui, essendo questi nato l’8 agosto 1882, in via Case Nuove del Paese Alto. Con Giacomino frequentò l’associazione dei “Luigini”, voluta dal Curato Sciocchetti. Importante nella vita di questi ragazzi fu la presenza del Canonico d.Pietro Panfi li, specie nel periodo in cui maturarono la vocazione al sacerdozio. Don Pietro aveva una casa spaziosa alla periferia nord di S.Benedetto dove oggi è posto l’Istituto delle Suore Battistine e che, fi no a non molti anni fa, confi nava con l’aperta campagna. Il sacerdote teneva presso di sé, durante il giorno, un gruppo di ragazzi che avevano manifestato il desiderio di farsi sacerdoti e che quindi necessitavano di una più approfondita preparazione scolastica prima di entrare nel Seminario di Ripatransone.
A Ripatransone frequentò gli studi liceali e teologici. Era allora Vescovo Mons. Giacinto Nicolai che il ragazzo Cesare, aveva conosciuto quando era Abate-Parroco presso la Chiesa di S.Benedetto Martire. Il 17 settembre 1905 prese la tonsura e i quattro ordini minori e il 23 settembre ricevette il suddiaconato. Divenne diacono il 22 settembre 1906. Fu ordinato sacerdote l’anno 1907 il 21 settembre. In quel periodo era Vescovo Diocesano Mons. Luigi Boschi, che fu particolarmente stimato per la sua umiltà e carità e fu il Vescovo della sua ordinazione sacerdotale. Giovane sacerdote, don Cesare, fu destinato come vice parroco in aiuto a don Francesco Sciocchetti che stava terminando la costruzione della Nuova Chiesa della Madonna della Marina. Così lo ricorda il prof. Ercole Bagantoni in una lunga lettera in occasione del 50° di Sacerdozio: “ Caro don Cesare, con gioia il paese festeggia il Monsignore, festeggia il Curato, ma un amico dei tempi duri festeggia il caro don Cesare. Perché, pur apprezzando i titoli che ti sei guadagnati coi tuoi meriti, tu per noi dei tempi duri sei rimasto sempre il caro don Cesare. Quello che ancor giovinetto fece suo un motto alla Savonarola che il “Curato” ricordava di tanto in tanto con paterno sorriso: “Ma diamogli fuoco!” il motto che signifi cava la tua vocazione e la tua speranza: distruggere il male. E nonostante la proposta incendiaria, don Cesare ci è stato sempre modello di mitezza…”. Nell’aiuto al Parroco don Francesco si trovò a collaborare anche con il fratello di questo, don Luigi Sciocchetti e l’anno dopo con don Giuseppe Rossi di Grottammare, ordinato sacerdote nel 1908, un mese prima dell’inaugurazione della Nuova Chiesa della Madonna della Marina. In particolare sintonia si trovò, per una certa affi nità di carattere e di sentimenti con il Vescovo Mons. Luigi Ferri che spesso ospitava nella sua casa. Si susseguirono Mons. Pietro Ossola e per ultimo Mons. Vincenzo Radicioni.
Importante fu la sua esperienza come cappellano militare durante la prima guerra mondiale. Aveva sempre dimostrato una particolare attività pastorale verso i giovani chiamati a prestare il servizio militare. “Prima di partire per il servizio militare, dopo essersi confessati e comunicati , i giovani di leva ricevevano dal loro Parroco, con le istruzioni di rito , anche una piccola somma di denaro per le loro prime necessità”…